
“LA SIGLA MUSICALE DI “SUPER CIRO” 
John More: Da
alcuni giorni è uscita la prima puntata di “SuperCiro”
su Italia 1 e la settimana prossima ci sarà la
seconda, come state vivendo questa vostra esperienza?
Come vi trovate nel mondo della televisione?
Gruppo Musicale
“Vallanzaska”: Diremmo abbastanza bene, per noi è una
nuova esperienza perché siamo fondamentalmente
dei musicisti e non dei “personaggi televisivi”, ma ce
la stiamo mettendo tutta. Stiamo molto attenti a quello
che succede intorno a noi cercando di cogliere al meglio
le dinamiche e la prassi di quella che è una grossa
produzione televisiva come “SuperCiro”. Il tutto è molto
faticoso perché si lavora parecchio e non esistono
orari, ma nonostante ciò le gratificazioni sono
enormi.
J.M.: Chi ha
avuto l’idea di comporre la sigla iniziale del programma
televisivo di “SuperCiro”?
G.M.”V“.: Cominciamo
col dire che “Si si si No no no“ è la Title-Track
del nostro ultimo CD (“Si si si No no no“, prodotto da
Maninalto! E distribuito da “Venus Distribuzione” - n.d.r.)
che è uscito a marzo ed è stato presentato
al Festival della Musica di Mantova. Quando abbiamo composto
la canzone, nessuno di noi pensava alla sigla per un
programma televisivo; solo successivamente l’abbiamo
proposta alla squadra degli autori di “SuperCiro” i quali
ne sono rimasti entusiasti: era esattamente quello che
cercavano, una canzone allegra, dinamica e con un ritornello
che rimanesse in testa anche dopo il primo ascolto. Oltretutto
il testo racconta delle aspirazioni e dei sogni indotti
da quello che è l’immaginario collettivo relativo
al mondo della Televisione e dello Spettacolo: “Voglio
andare al Grande fratello, fare la velina e sposare un
calciatore...“ tanto per intenderci, quindi un tema ideale
per una trasmissione come “SuperCiro” che ha tra le sue
prerogative anche quella di fare dell’ironia sul mondo
della televisione.
J.M.: Dove l’avete
registrata?
G.M.”V“.: Tutta
la ritmica e le voci del disco sono state registrate
a dicembre 2003 presso il “Noise Factory” di Milano,
mentre la sezione fiati (tromba, sax tenore, sax baritono
e trombone) allo studio “Mai-Tai”, in entrambi i casi
da Gianluca Mancini e Diego Minach.
Invece per quanto riguarda l’editing e l’adattamento per la sigla di
“SuperCiro”, abbiamo lavorato presso uno studio di post-produzione che
si chiama “Top Digital” insieme a Pippo Lamberti (curatore delle musiche
di “SuperCiro” ed anch’egli presente nel cast insieme agli ex-Cavalli
Marci – n.d.r.) all’inizio di ottobre 2004.
J.M.: Parlatemi
del programma televisivo di “SuperCiro”.
G.M.”V“.: E’
la nuova edizione di “Ciro“ il programma comico di Roberto
Burchielli, la cui prima edizione risale al 97 e l’ultima
al 99; è un programma che è sempre andato
molto bene, sia a livello di ascolti che di gradimento,
ma a causa di logiche strategiche e scelte aziendali
non ha mai trovato lo spazio e la fortuna di altri programmi
del genere. “SuperCiro”, nell’edizione 2004, riscopre
tutti i personaggi che sono comparsi nelle edizioni precedenti
ma tutti, come dire, attualizzati… Ad esempio, noi facciamo
uno sketch con Enrico Bertolino che, se ricordi, nella
prima edizione di Ciro interpretava il “Geometra Meneghetti“
facendo una parodia del classico imprenditore del Nord;
beh, in “SuperCiro” Bertolino è ancora Meneghetti
che a distanza di 8 anni si è trasferito alle
Isole Cayman in seguito a qualche problemino che ha avuto…
J.M.: So che
c’è un lungo cast…
G.M.”V“.: Diremmo
proprio di si, come ti dicevamo ritornano un po’ tutti
i personaggi che hanno partecipato a Ciro nelle scorse
Edizioni, quindi: Enrico Bertolino e Natasha Stefanenko
che insieme fanno lo sketch di Meneghetti; Luca e Paolo
(le Iene, Camera Cafè), Elisabetta Canalis e Federica
Fontana sono i conduttori “ufficiali“ del programma in
studio; poi c’è Luciana Littizzetto e il bravissimo
Omar Fantini che imita Muccino, Neri Marcorè e
ancora Gianni Fantoni che, con Debora Villa, si cimentano
in una parodia di Harry Potter. Poi c’è Selen
e gli ex-Cavalli Marci (Pulci, Bianchi e Lamberti), inoltre
la partecipazione di Claudia Gerini e di un fantastico
Adolfo Margiotta impegnato nell’imitazione di Enrico
Ghezzi… Per quanto riguarda il cast le uniche vere novità per
“SuperCiro” sono le Gemelle Alice ed Ellen Kessler, oltre
ai Vallanzaska, naturalmente.
J.M.: Quando
e per quanto tempo andrà in onda?
G.M.”V“.: Inizialmente
sarebbe dovuta essere un’unica serata, un’unica puntata
speciale di “SuperCiro”; poi, data la consistenza del
cast, gli autori, in accordo con il direttore di Italia
1, hanno deciso di prolungare l’evento a cinque puntate
e questo è quanto… poi vedremo, se dovessero esserci
ascolti molto alti la produzione potrebbe decidere di
aumentare il numero delle puntate… speriamo!
J.M.: Qualche
curiosità interessante sul programma? Cosa dovrà aspettarsi
il pubblico?
G.M.”V”.: Beh,
il clima è molto bello, c’è parecchia serietà ma
allo stesso tempo, anche la voglia di divertire divertendosi;
il pubblico dovrà quindi aspettarsi uno spettacolo
molto dinamico, con moltissimi personaggi e un ritmo
ferratissimo.
“ESPERIENZE
PROFESSIONALI”
John
More: Siete una band che fa parecchi concerti all’anno:
come cambia l’approccio al palco quando suonate in un
piccolo club, rispetto a quando invece vi esibite in
grossi festival o di supporto ad artisti importanti,
come ad esempio vi è capitato con “Offspring”,
“Elio e le Storie Tese” ed altri?
Gruppo
Musicale “Vallanzaska”: Sul palco è molto importante
arrivare con uno show definito e studiato, sia che ci
si trovi a suonare in un piccolo “Live-Club” o in un
“grosso Festival” dentro un Palazzetto dello Sport. Sicuramente
quando calchi grandi palchi a fianco di grandi artisti
l’emozione è grande; oltretutto è interessante
tentare di “carpire” i segreti, magari a livello tecnico,
delle grandi Star.
J.M.:
Come è nata la vostra band? Che cosa vi ha spinti
ha mettervi insieme?
G.M.”V“.:
Come spesso accade a gruppi come il nostro, tutto è cominciato
quasi per gioco ai tempi del liceo. Ci univa la passione
comune per la musica “Ska” (il genere suonato dai Vallanzaska
- n. d. r) e la voglia di divertirci; col passare del
tempo abbiamo cominciato ad affrontare le cose con un
atteggiamento sempre più professionale, qualche
elemento è stato sostituito e abbiamo cominciato
a fare le prime registrazioni e ad affinare il nostro
suono.
Oggi a distanza di 13 anni abbiamo all’attivo cinque album e più di
800 concerti; ci sentiamo un gruppo maturo ed affidabile.
J.M.:
Quali sono i vostri ruoli? C’è una gerarchia all’interno
della vostra band?
G.M.”V“.:
In un gruppo come il nostro è importante l’apporto
e il lavoro di ogni singolo elemento, ma è indubbio
che esiste anche una gerarchia tra di noi; gli elementi
che portano avanti il gruppo sono fondamentalmente tre:
Lucio, Davide e Christian, noi non ci limitiamo ad occuparci
solo della parte “artistica“ della band, ma anche di
tutte le questioni relative alla gestione dei rapporti
con l’esterno, che sono comunque aspetti fondamentali
della vita di ogni gruppo.
Così come un falegname, per essere un buon professionista, non
deve solo essere bravo ad intagliare il legno, ma deve anche essere capace
di gestirsi, di mantenere buoni rapporti con fornitori e clienti, così anche
un buon musicista o una band, oltre a saper offrire una proposta artistica
convincente, deve anche sapersi destreggiare nel mondo della musica,
saper mantenere le pubbliche relazioni e rapporti con discografici, agenti
e promoters.
Proprio per queste ragioni abbiamo fondato un’etichetta, la “Maninalto!”
che si occupa di tutti questi aspetti.
J.M.:
Avete scelto come nome della band di chiamarvi “Vallanzaska”:
il riferimento al famoso bandito è casuale o voluto
e in questo caso perché?
G.M.”V“.:
Il riferimento non è casuale, i gruppi “Ska” inglesi
del periodo “2tone“ degli anni 80, erano soliti rifarsi,
iconograficamente parlando, al mondo dei Gangsters e
indubbiamente Renato Vallanzasca è stato uno dei
più famosi gangster italiani; oltretutto è un
personaggio molto carismatico che sembra uscito da un
fumetto: il bel Renè, bandito romantico e ruba
cuori…
J.M.:
Qual è il ricordo più bello e quello meno
bello delle vostre tournèe musicali?
G.M.”V“.:
In genere ci piacciono molto le date che facciamo al
Sud, magari quelle siciliane o in Sardegna; i ricordi
più belli, più che non sui grandi palchi,
sono legati proprio alle date meno scontate nei piccoli
paesini, dove quando arrivi e scendi dal furgone ti verrebbe
da dire “ehi, ma dove siamo? Ma verrà qualcuno
a sentirci qui?“… e infatti puntualmente vieni travolto
da un calore incredibile di ragazzi e ragazze felici
ed orgogliosi di “averti“ da loro.
Il ricordo più brutto invece è sicuramente legato a quando
ci hanno rubato il furgone, carico di strumenti: non avevamo più niente
e sembrava che il mondo ci cadesse addosso, poi abbiamo reagito, ci siamo
indebitati e alla fine ci siamo ricomprati tutto.
J.M.:
Come vi preparate psicologicamente prima di andare sul
palco davanti a migliaia di persone?
G.M.”V“.:
Ogni volta l’emozione è grande, prima di salire
sul palco facciamo gruppo tentando di caricarci l’uno
con l’altro. Quando saliamo e cominciamo a suonare è come
se tutto si cancellasse: rimaniamo solo noi, il pubblico
e l’energia che riusciamo a creare tra noi e loro.
J.M.:
Parliamo delle vostre canzoni… Come nascono i vostri
testi? E che cosa raccontano?
G.M.”V“.:
Con i testi delle nostre canzoni, specialmente nell’ultimo
disco, tentiamo di rileggere la realtà che ci
circonda attraverso l’ironia.
L’ironia è la principale chiave di lettura che ci consente di
affrontare sia tematiche serie che argomenti più leggeri.
La musica invece è influenzata dallo Ska inglese degli anni 80,
dai Madness e dagli Specials, tanto per capirci.
J.M.:
Quale effetto pensate di produrre sul pubblico con la
vostra musica?
G.M.”V“.:
Vogliamo divertire con una proposta musicale di livello:
ci teniamo a suonare bene e al fatto che le nostre canzoni
risultino contemporaneamente orecchiabili e facilmente
fruibili dal pubblico, ma che allo stesso tempo non siano
nè scontate nè banali. E’ difficile, ma è un
mix che ci riesce abbastanza bene.
J.M.:
Quali sono i vostri progetti futuri?
G.M.”V“.:
Per il momento stiamo ancora lavorando alla promozione
del disco; finito “SuperCiro” riprenderemo il Tour che
dovrebbe proseguire sino alla prossima estate.
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